Le relazioni italo-algerine : Enrico Mattei e la Guerra di Liberazione Nazionale Algerina (1954-1962)

العلاقات الإيطالية الجزائرية : إنريكو ماتي وحرب التحرير الوطني الجزائرية (1954-1962)

Relations italo-algériennes : Enrico Mattei et la guerre de libération nationale algérienne (1954-1962)

Italian-Algerian relations: Enrico Mattei and the Algerian war of national liberation (1954-1962)

Kerkeb Omar

p. 31-51

Kerkeb Omar, « Le relazioni italo-algerine : Enrico Mattei e la Guerra di Liberazione Nazionale Algerina (1954-1962) », Aleph, Vol 10 (3) | 2023, 31-51.

Kerkeb Omar, « Le relazioni italo-algerine : Enrico Mattei e la Guerra di Liberazione Nazionale Algerina (1954-1962) », Aleph [], Vol 10 (3) | 2023, 23 December 2021, 18 June 2024. URL : https://aleph.edinum.org/5579

Tra l’Italia e l’Algeria ci sono rapporti e delle relazioni economiche, politiche e culturali, i due paesi si sembravano più legati,dal punto di vista storico ed i rapporti storici che si salgono al periodo del colonialismo francese, che per gli inetressi economici, ma la causa più importante fu quel sostegno d’Italia per l’Algeria durante Guerra di Liberazione Nazionale Algerina tra (1954-1962 ) Enrico Mattei era il simbolo dell’amicizia e della simpatia italiana verso la causa dell’indipendenza algerina. Il nostro lavoro ha come scopo quello di mettere chiarezza sul ruolo di Enrico Mattei nella guerra di liberazione nazionale algerina e il suo contributo alla libertà del popolo algerino.

Algérie, Enrico Mattei, Italie, guerre de libération, Soutien
There is a strong relation between Italy and Algeria in many fields of life such as, economics, politicsand culture ...etc.However,the most important reason behind such relation is due to the Italian contribution in the Algerian revolution through the use of its diplomacy system in that period, especially the that was given by Enrico Mattei .So the aim behind this research is to shed light on the role of Mattei in the Algerian national liberation war and his participation in its independence.

بين إيطاليا والجزائر، هناك علاقات وعلاقات اقتصادية وسياسية وثقافية، وبدا البلدان مترابطين أكثر، من وجهة النظر التاريخية والعلاقات التاريخية التي ترقى إلى فترة الاستعمار الفرنسي، مقارنة بالغير المستبدين. اقتصادي، لكن أهم سبب كان دعم إيطاليا للجزائر خلال حرب التحرير الوطنية الجزائرية بين (1954-1962) كان إنريكو ماتي رمز الصداقة والتعاطف الإيطاليين لقضية الاستقلال الجزائري. يهدف عملنا إلى توضيح دور إنريكو ماتي في حرب التحرير الوطنية الجزائرية ومساهمته في حرية الشعب الجزائري..

Entre l'Italie et l'Algérie, il existe des relations économiques, politiques et culturelles, les deux pays semblant être plus liés d'un point de vue historique, remontant à la période du colonialisme français, que pour les intérêts économiques, mais la cause la plus importante a été le soutien de l'Italie à l'Algérie pendant la guerre de libération nationale algérienne entre (1954-1962) Enrico Mattei était le symbole de l'amitié et de la sympathie italiennes envers la cause de l'indépendance algérienne. Notre travail vise à mettre en lumière le rôle d'Enrico Mattei dans la guerre de libération nationale algérienne et sa contribution à la liberté du peuple algérien.

Introduzione

Quando parliamo delle relazioni tra l’Algeria e l’Italia durante la guerra di liberazione algerina, precisamente tra 1954 e 1962, ci viene in mente il nome di Enrico Mattei l’amico della causa d’indipendenza algerina e della libertà del popolo algerino. In realtà Enrico Mattei era un importante alleato ed l’amico della rivoluzione algerina anche aveva un grande interesse alla causa dell’indipendenza d’Algeria attraverso il suo contributo assoluto e infinito alla resistenza del popolo algerino nonostante l’opposizione e il pericolo francese e dei paesi dominati del mercato petrolifero in particolare le grandi compagnie petrolifere internazionali " le sette sorelle " che hanno preso la parte del lione in questo settore. In questo lavoro di ricerca cerchiamo di spiegare il ruolo di Enrico Mattei nella rivoluzione algerina e il suo sostegno assoluto al popolo algerino per l’indipendenza del suo paese, in altre parole proviamo di mettere in evidenza l’interesse di Mattei alla causa dell’indipendenza d’Algeria attraverso il suo contributo sia economica che politico per aiutare i dirigenti del FLN e il GPRA nei negoziati per l’indipendenza del paese.

Abbiamo proposto come problematica la seguente : ‘’In che modo Enrico Mattei era l’amico della guerra di liberazione nazionale algerina ?‘’

Per poter arrivare ai risultati più adatti abbiamo proposto le seguenti domande principali :

  1. Qual è il ruolo di Enrico Mattei nella guerra di liberazione nazionale algerina e l’indipendenza d’Algeria ?

  2. Quale è la visione del capo dell’ENI per un futuro delle cooperazioni tra l’Italia e l’Algeria indipendente ?

  3. Per quali motivi Mattei ha sostenuto la causa del popolo algerino ?

Per rispondere alla nostra problematica e alle domande principali abbiamo proposto le seguenti ipotesi :

La causa dell’indipendenza algerina avrebbe una grande importanza per Enrico Mattei, il quale sarebbe stato il primo amico della guerra di liberazione nazionale algerina attraverso la sua diffesa assoluta alla causa d’indipendenza dell’Algeria.

Mattei sarebbe un membro più importante nei negoziati per l’indipendneza dei paesi maghrebini e di più quella algerina, questa sarebbe la risposta di Mattei ai francesi dopo la loro offerta per un investimento al Sahara algerino però lui ha rifiutato questa offerta.

La visione di Mattei sarebbe più lontana, quindi il presidente dell’ ENI vorrebbe creare un’alleanza con i paesi prodotti del petrolio e precisamente l’Algeria, per cui Mattei vorrebe eleminare il dominio anglo-americano sul mercato mondiale del petrolio e farebbe la stabilità nel Mediterraneo e per realizzare tutto questo sarebbe importante l’indipendenza del Maghreb e precisamente l’Algeria.

Molti sono gli storici e specialisti che si sono interessati allo studio di questo campo delle relazioni italo-algerine all’epoca del dopo guerra, tra loro sono :

Bruna Bagnato con il suo libro " L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-1962) ", in cui l’autrice cercava di comprendere come l’Italia si misura rispetto alla questione algerina tentando di dare un peso alle variabili di natura internazionale e interna, nel quale l’Italia di quell’epoca aveva fatto una precisa scelta a favore dell’anticolonialismo che per cui il governo di Roma ha lanciato la sua politica nel Mediterraneo per l’indipendenza dell ‘Africa del Nord.

La stampa italiana e la guerra di liberazione nazionale algerina (1954-1962) una tesi di dottorato in Algeria nel 2018, realizzata da Maasoum Abdallah, in cui il ricercatore prova a mettere in rilievo la visione dei giornali scelti : "Il Messaggero di Roma", "Il Corriere della Sera", "La Nazione Italiana", "Il Popolo", "Rinascita", "L’Unità", "Il Mondo", "Avanti !", "La Stampa", "Il Giorno" e "Il Mondo". Rispetto alla rivoluzione algerina.

" Enrico Mattei e l’Algeria durante la guerra di liberazione nazionale ", convegno organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura ad Algeri, in collaborazione con la Direzione Generale degli Archivi Nazionali algerini, ENI e ONCI, dedicato alla figura di Mattei e la sua azienda ENI mostrando il sostegno italiano alla rivoluzione algerina.

In primo luogo parliamo di Mattei attraverso la sua formazione, la sua visione, infatti parliamo di Enrico Mattei come un imprenditore dell’Italia attraverso la presentazione del capo dell’ENI a partire dal dopo guerra e la sua partenza verso un successo inaspettabile e la sua fondazione della sua propria azienda energetica ENI,poi, parliamo brevemente della situazione algerina del dopo guerra e la nascita del movimento nazionalista e la guerra di liberazione nazionale algerina.

Dopo abbiamo parlato della parte importante del nostro tema il quale l’interesse di Mattei alla causa dell’indipendenza algerina, infatti, abbiamo trattato della personalità mattiana e i pensireri della rivoluzione, anche l’eredità del Risorgimento italiano e la sua influenza sul popolo algerino, abbiamo presentato anche la parte la più importante del tema la quale è l’incontro del presidente dell’ENI con i dirigenti del GPRA e del FLN e l’inizio delle relazioni tra gli algerini e gli italiani, tutto questo fa parte del primo titolo che riguarda Enrico Mattei e la guerra della liberazione algerina.

Infine, abbiamo esaminato la visione di Enrico Mattei per un futuro energetico tra l’Italia e l’Algeria e il ruolo del capo dell’ENI nei negoziati per l’indipendenza dell’Algeria, con gli incontri e le discussioni fatti da Mattei, sia da parte algerina, che francese e anziché quella italiana, poi abbiamo messo in evidenza l’Algeria indipendente e l’Italia nonostante nell’assenza dell’amico della guerra e la resistenza algerina.

1. Enrico Mattei un servitore per l’Italia

1.1. Chi è Enrico Mattei ?

Enrico Mattei è nato ad Acqualagna in una provincia italiana che si chiama Pesaro nel 1906, era un uomo potente, coraggioso, intelligente per cui aveva una visione più lontana che ha permesso ad aver una personalità piu forte per cui aveva fatto dei grandi successi in particolare dal lato industriale in qualità d’imprenditore, anche grazie alla sua formazione militare durante la resistenza italiana nel quale era un membro dei rivoluzionari e faceva parte della Democrazia Cristiana, è morto nell’ottobre 1962 pochi giorni prima della sua visita in Algeria indipendente, dopo l’incidente tragico del suo aereo qualche minuto del suo volo da Catania.

All’indomani della fine della seconda guerra mondiale Enrico Mattei era un grande protagonista della storia italiana grazie alle sue strategie e i suoi affari. Dopo la sua responsabilità a liquidare l’AGIP nel quale Mattei non voleva accettare questa responsabilità e cercava a capire l’obiettivo di questa decisione dal Governo che Mattei non abituava prendere gli ordini da nessuno al contrario lui che faceva gli oridini.

Come sappiamo, Mattei era un uomo politico piu intelligente e aveva una visione incredibile, infatti, viene chiamato l’uomo incontrollabile in particolare dopo la sua fondazione della propria azienda ENI nel quale ha realizzato tanti successi fino ad essere l’uomo piu minacciato. Infatti, dopo qualche anno della sua responsabilità dell’azienda pubblica AGIP, e dopo le scoperte energetiche a Padana, Mattei pensava a fondare la sua propria azienda in cui sara stata parallela all’AGIP pero sarà stata piu indipendente e privata.

"Ritenga opportuno mettere al corrente il paese circa l’importanza delle scoperte petrolifere e metanifere effettuate da una gestione statale nella valle padana, che rappresentano una inestimabile fonte di energia destinata a rivoluzionare profondamente la nostra economia produttiva ; se creda di poter confermare al paese la politica che i1 Governo intende seguire per assicurare alla collettività, contro i reiterati tentativi di accaparramento, i benefici della nuova ricchezza nazionale ".

Dunque, la visione di Mettei era quella di creare un’azienda petrolifera oppure energetica indipendente e privata, non solamente per Mattei stesso pero per tutta l’Italia e tutti gli italiani che Mattei pensavo ad una strategia per portare all’Italia delle risorse e garatire un futuro economico al suo paese, Mattei sapeva che in futuro fosse una guerra oppure un conflitto enertetico e di piu petrolifero.

In realtà, l’Italia di quell’epoca era un paese non aveva una buona politica estera a causa del sistema politico del regime fascista, e Mattei sapeva bene che il governo italiano non poteva entrare oppure fare dei problemi doplomatici con i paesi più potenti di quell’epoca, per questo motivo Mattei ha deciso di fondare un’azienda possiamo dire privata però in relatà lavora per il paese non solamente per Mattei, cosi quet’ultimo ha deciso a creare la propria Azienda per rompere il dominio anglo-americano al mercato del petrolio a base dei paesi produttori del petrolio.

1.2. Enrico Mattei e l’Eni

In realtà, quest’idea non era solo per gli interessi propri a Mattei stesso, al contrario, il presidente dell’ENI voleva portare delle risorse economiche al suo paese e allo stesso modo non voleva fare dei problemi diplomatici allo Stato soprattutto dai paesi dominanti del petrolio e precisamente anglo-americani, quest’ultimi vengono condannati alla causa dell’omicidio del capo dell’ENI che è morto dopo la caduta del suo aereo a partire qi qualche minuto della partenza dal l’aeroporto di Milano. Dopo diversi negoziati e incontri con i responsabili dello Stato e il Governo dell’Italia, Mattei ha preso l’ammessione per fondare la sua propria azienda ENI e iniziava una grande miracolo e guerra nel settore del petrolio che dopo avrà avuto tanti successi inaspettabili fino ad essere il primo uomo chiesto a morire nel quale lui sapeva che sarà ucciso o sarà stato minaciato dai tanti nemici, ma lui non se ne frega niente, la cosa piu importante per lui era l’Italia, infatti, lui era pronto a morire per gli interessi del suo paese, veramente era un uomo nazionale, comodo, intelligente e non aveva paura mai, lui voleva vedere un ‘Italia forte, libera, il suo popolo ricco, indipendente, ha delle buone condizioni di vita e non doveva andare fuori del paese per lavorare, veramnete era un imprenditore al servizio dell’Italia in tutta non solo della sua regione.

La strategia di Mattei durante la sua responsabilità dell’ENI è basata sul lavoro del gruppo perché il presidenti dell’ENI sapeva bene che ogni successo avesse un gruppo piu legato e unito e bisognerebbe lavorare al servizio dell’Italia non solmente all’azienda, infatti, quale Mattei ha messo un gruppo di suoi indipendenti e lavoratori, laureati, ingegneri, i tecnici, ecc.

Accanto tutto questo, e grazie alla sua maniera Mattei ha deciso a creare un mezzo di comunicazione per l’opinione pubblica alla sua azienda perché il presidente dell’ENI sapeva bene l’importanza deei mezzi di comunicazione a fare la pubblicità per l’azienda e anche per aver il sostegno pubblico in particolare dopo la guerra energetica che lui l’avro fatta con le altre comapgne energetica internazionale e di piu le sette sorelle, cosi viene fondata la stampa matteana : il quotidiano "Il Giorno" e la rivista "Il Gatto Selvateco".Per quanto riguarda il quotidiano "Il Giorno", viene uscito per la prima volta nel 21 aprile 1956, e "Il Gatto Selvatico" nel luglio 1955.

2. L’Algeria del dopoguerra

2.1. Il movimento in Algeria dopo la seconda guerra mondiale

Dopo la fine della seconda guerra mondiale e la vittoria degli alleati il popolo algerino è uscito alle strade, l’08 maggio 19451, per festeggiare credendo ai promessi dati dai francese grazie alla partecipazione degli algerini nella guerra con i francesi contri i tedeschi, pero i francesi hanno tradito quell’accordo cosi il popolo algerino è uscito in diverse città algerine in particolare Setif, Kharrata, Guelma, pero queste manifestazioni vengono colpite sanguinose dai francese nel quale vengono uccisi 45.000 morti da parte il popolo algerino.

In realtà questi eventi erano la partenza per il cambiamento del sistema rivoluzionario algerino dal lavoro politico al lavoro armato dopo che i politici algerini assicuravano di dover fare una guerra per aver l’indipendenza come ha dichiarato Farhet Abbas : "l’indipendenza non si offre, si strappa"2

In realtà gli eventi dell’08 maggio 1945 vengono considerati come la partenza delle insurrezioni per l’inizio della guerra di liberazione del 01 novemre 1954, quest’ultima viene passata da diversi periodi crucili in cui il PPA e l’AML vengono considerati come dei partiti fuorilegge e non potevano fare dei congressi e anche di partecipare nelle elezioni che riguardavano la prima Assemblea constituente francese .

Dopo cinque mesi dei massacri dell’08 maggio l’autorità francese ha decisa fare delle elezioni per l’assemblea costituente il 21 ottobre 1945 con l’eleminazione di tutti i partiti politici algerini solamente il partito comunista e l’unione degli eletti musulmani mentre Frahet Abbas, Elbachir Elibrahimi, Messali Elhadj, nonostante erano stati in prigione, ma non erano stati favorevoli a queste elezioni e hanno chiesto la popolazioni a annullare la sua partecipazioni in particolare Farhat Abbas e Messali Elhadj i quali vedevano che la partecipazioni in questo evento è coper rime una sfida e confessione del colonialismo francese trasmettendo degli annunci a interrompere queste elezioni, infatti, la popolazione algerina ha fatto l’interruzione in cui il numero dei votanti non passava il 70500 su 1 milione e 350 mila mentre il partito della Federazione degli Eletti Musulmani otteneva 07 seggi su 13 che riguardavano la parte degli algerini oppure indigeni come l’aveva chiamati la Francia .

Rispetto a tutti questi risultati e dopo la rottura fra i politici algerini e la rabbia della popolazione algerina e l’autorità francese, quest’ultima, il 12 marzo 1946, ha deciso liberare Farhet Abbas, Elbachir Elibrahimi e gli arrestati dell’08 maggio 1945 per calmare la società e guadagnare la simpatia degli algerini.

Dopo essere liberato, Farhat Abbas ha creato un nuovo partito chiamato l’Unione Democratica del Manifesto Algerino, quindi questo nuovo partito basato su dei principi fra cui dover finire il colonialismo francese e la libertà d’Algeria, fare una costituzione con la proclamazione dell’arabo come lingua ufficiale nazionale. Quindi il capo del nuovo partito aveva deciso a partecipare nelle elezioni della seconda assemblea costituente del giugno 1946, nonostante il patito non aveva avuto una base pubblica, aveva ottenuto 11 seggi fra 13 con un numero di 458 mila dei votanti su 633 mila, visto che il PPA aveva fatto un ifluenza in queste elezioni in cui il numero delle persono con cui non avevano partecipato era piu di 700 mila, questo significa che il PPA aveva avuto un posto piu importante nella vita politica in Algeria dell’epoca.

Secondo Abbas Farhat, l’Algeria dovrebbe aver la prima repubblica autonoma con il possesso della cittadinanza algerina alla popolazione in cui il paese potrebbe avere un governo proprio, cosi questa repubblica algerina potrebbe seguire dagli algerini per quanto riguarda del lato interno, mentre per quanto riguarda della politica estera e di difesa viene assocciato alla Francia, rispetto a questa opinione da un lato l’Algeria avrebbe ricevuto degli aiuti finanziari, da un altro lato la Francia avrebbe messo il suo Délégué Generale come rappresentante investito di quache potere consultivo. Visto che le proposte date da parte l’UMDA non vengono messe in considerazione nemmeno in modo discutibile da parte l’assemblea nazionale francese.

Quattro mesi dopo, il 21 ottobre 1946, Messali Elhadj viene liberato dal suo lungo prigione decidendo, dopo la sua riunione con i membri del partito, a partecipare nelle elezione dell’assemblea nazionale francese, ma l’amministrazione francese ha rifuutato la sua partecipazione con il PPA, era sstato considerato come partito illegale da parte la Francia, proponendo di cambiare il partito, cosi Messali Elhadj ha creato un nuovo partito cosiddetto il Movimento per Il Trionfo delle Libertà Democratiche, in questo senso Farhat Abbas aveva assicurato che Massali Elhadj aveva dovuto creare questo nuovo partito a causa delle pressioni da parte l’amministrazione francese per cui Messali potrebbe partecipare nelle elezioni.

Per far spiegare le sue idee politiche all’opinione pubblica, il partito aveva fondato due giornali settimanali : la nazione algerina in francese e il Maghreb arabo in lingua araba. Visto che il nuovo partito di Messali, nelle elazioni del 10 novembre, aveva dominato la maggioranza dei seggi che riguardavano la parte algerina in cui otteneva 5 seggi nonostante i membri del partito avevano partecipato solamente nelle regioni di Algeri, Costantina e Orano a causa delle condizioni da parte l’amministrazione francese. Dopo le elzioni dell’assemblea, il partito di Messali aveva partecipato nelle elezioni dello statuto algerinoin cui otteneva 4 seggi su 7, comunque il lavoro politico algerino sia a Parigi che in Algeria aveva visto un avvicinamente fra i correnti politici algerini in particolare gli indipendenti, i francofoni e riformisti.

In fine possiamo dire che gli eventi dell’08 maggio 1945 erano stati come la causa per cui gli algerini hanno deciso a passare dalla lotta politica alla lotta armata in particolare dopo i massacri in cui la Francia aveva usato la violenza contro la popolazione e il suo tradimento per quanto riguarda del suo permesso agli algerini grazie alla loro partecipazione nella seconda guerra contro la Germania, tutto questo aveva spinto i correnti politici algerini i quali avevano reso conto che la Francia non era pronta a dare la loro libertà e di dover fare collaborazioni fra loro ed essere uniti per un solo obiettivo il quale è l’indipendenza del paese.

Rispetto al loto punto di vista, molti storici, politici avevano visto che gli avvenimenti dell’08 maggio come la vera partenza delle insurrezioni e l’inizio della guerra di liberazione nazionale algerina in particolare dopo l’avvicinamento dei correnti politici algerini in cui avevano convinto di dover essere uniti e lavorare insieme per l’indipendenza d’Algeria. Visto che la maggioranza dei correnti e dopo gli eventi dell’08 maggio, avevano convinto che l’indipendenza non verrà in modo pacifico e politico ma dovrebbe averla in modo di forza come ha dichiarato Farhet Abbas : "l’indipendenza non si offre, ma si strappa" (Ferhat Abbas, appello del 5 luglio 1960), cosi gli algerino iniziavano a preparare alla lotta armato attraversola creazione dell’OS nel 1947 come il braccio armato del MLTD, un’organizzazione sembava piu clandestino il suo obiettivo è quello di preparare la lotta armata, i fondatori di quest’organizzazione saranno stati i protagonisti della guerra di liberazione, basta ricordare che la fondazione di quest’organizzazione viene applicata da Moohemed Boudiaf in particolare dopo che i messalisti e centralisti vengono entrati in scontro all’interno del MLTD, infatti, l’organizzazione otteneva circa 4500 dei membri fra cui : Ahmed Ben Bella, Ali Mahses, Mostfa Ben Boulaid, Krim Belkacem, Mohemde Boudiaf, Ouamren Omar, Lakheder Ben Toubal, Ait Ahmed Houcine, Mohemed Khider.

Accanto quest’organizzazione viene crata la CRUA3 nel marzo 1954 in cui l’Algeria aveva vissuto una nuova fase della lotta per l’indipendenza quella la lotta armata, il suo ruolo era quello di far unità nazionale e unire tutti i correnti politici, quindi questo comitato aveva avuto anche il ruolo di preparare la lotta armata attraverso il trasferimento delle arme dall’estero verso le montagne e le città algerine in questo senso Boudiaf dichiarav :

"Il CRUA non era né un’organizzazione, né un partito, né una frazione a immagine dei centralisti dell’epoca… il suo scopo era di lanciare un movimento d’opinione capace di saldare la base militante, per impedirle di unirsi a uno o all’altro degli antagonisti e per imporre un congresso unitario che salvasse il partito della scissione"4

Visto che questo comitato aveva avuto anche il ruolo internazionale attraverso l’apertura della sua sedia in Egitto per internazionalizzare la questione algerina guidato da : Houcine Ait Ahmed, Ben Bella e Mohamed Khider.

2.2 La guerra di liberazione nazionale algerina

Nella notte tra la fine dell’ottobre e il primo di novembre 19545 l’Algeria ha vissuto degli attacchi in diverse città del paese, gli algerini hanno deciso a fare la rivolta contro l’occupazione francese. Infatti, alla mattina del 01 novembre 1954 il partito FLN ha dichiarato che i membri del partito e Il Popolo Algerino hanno deciso di passare dal lavoro politico verso la lotta armata attraverso, cosi iniziava la lotta del popolo algerino contro il colonialismo francese con una guerra che ha durato più di sette anni con un milione e mezzo milione di morti. Lo scopo di questa guerra era l’indipendenza dell’Algeria e non sarà fermata senza l’indipendenza oppure la morte, quindi i dirigenti del FLN hanno deciso di dividere il territorio algerino in sei regioni (wilaya) per aver una guerra ben organizzata e piu forte : Aurès, costantinese del Nord, Cabilia, Algeri, Oranese, e Territori del Sud.

In primo luogo questi incidenti vengono considerati solamente, da parte l’amministrazione francese, come uno scoppio di violenza ma pian piano l’autorità francese aveva convolto che era stata una vera ribellione. Visto che il quotidiano nazionalista « La Nation Algerienne », pochi giorni prima degli incidenti di Batna, parlava di un immobilismo di Parigi e rispetto a quell’articolo, questa rebillione viene stata prevista in particolare dopo la decisione da parte Mendes France il 05 novembre con lo svolgimento del MTDL, la sppressione di tutta la stampa nazionalista e l’arresto di tutti gli esponenti piu famosi del movimento nazionalista algerino, il giornalista scrisse :

"Per lungo tempo si è voluto negare che esistessero il problema indocinese e un problema tunisino. Gli avvenimenti si sono incaricati di provare il contrario... Altrettanto valga per l’Algeria ; il governo francese e dell’avviso che, nel nostro paese, tutto procede per il meglio e non esiste un problema algerino " ed in oltre " la lotta per le riforme immediate non è incompatibile con quella per la liberazione"6

Tutto questo derivava alla proclamazione della guerra di liberazione nazionale algerina in particolare dopo lo coinvolgimento dei derigenti del FLN di dover fare la guerra per possedere la libertà e l’indipendenza d’Algeria, anche dopo il tradimento della Francia, quest’ultima non era stata pronta a dargli la loro libertà e indipendenza in modo pacifico come aveva dichiarato Ferhat Abbas : "L’indipendenza non si offre, si strappa"7 Cosi iniziava la guerra di liberazione nazionale algerina la quale durava piu di sette anni con un milioni e mezzo di milione dei morti senza dimenticare tanti deportati con un paese distrutto economicamente, politicamente e socialmente.

In realtà il movimento di liberazione algerino aeva basato su un tema piu importante la quale era l’indipendenza ma in primo luogo ci vuole ad unità popolare e nazionale per cui i principi della guerra vengono presi dall’essere musulmano del popolo algerino oppure il popolo di Allah per combattere contro l’intervento straniero.

Per quanto riguarda della nascita del FLN, quest’ultimo viene considerato come il seguente correnti dell’origine movimento dei centristi e messalsiti in cui il partito aveva potuto unificare tutti i correnti politici, ‘lopinione pubblica e tutta la società algerina sotto un solo fronte ad intigrare nella lotta per la libertà e l’indipendenza del paese contro la Francia, quindi i 6 membri fondatori del partito avevano deciso a creare questo partito dopo la crisi del 1953 in cui il movimento nazionale l’aveva vissuta.

Questa insurrezione viene costituita dalle regioni le quale avevano divisi in zone per il combattamento tuttavia saranno state chiamate Wilaya. Quindi il paese, dopo questa rivolta, viene diviso in sei wilaya : Aures, costantina del nord, kabilia, Orano, Algeri, e il territorio del sud senza dimenticare la base dell’esta oppure il confine tunisino. Ciascuna delle sei zone aveva avuto la sua autonomia per quello che riguardava della decisione oporativa e dei lavori armati visto ogni wilaya viene guidata da un capo dei sei capi storici dell’interno.

L’Armato di Liberazione Nazionale il braccio militare del FLN, aveva seguito una strategia era stata quella cosiddetta guerriglia, cioè i combattenti dell’ALN facevano nascondersi nelle zoni nei luoghi in cui viene escluso qualsiasi possibilità di accesso oppure di passaggio approfittando la loro cordialità al terreno con l’aiuto della popolazione per lo scopo di logorare le forze francese attraverso degli interventi rapidi. Tutto questo causava la caduta di Mendes France, quest’ultimo viene cambiato da Soussetelle come governatore dell’Algeria il 25 gennaio 1955 ma la situazione non viene cambiata e nemmeno la tenssione viene diminuita. Cosi il nuovo rappresentante della francia, seguendo un piano redatto dal ministro Metirand, aveva posto un messo delle riforme basato sul progresso economico e sociale.

Il 31 giugno 1955 viene istituito lo stato d’urgente in Algeria da parta l’autorità francese la quale confermava lo spostamento di molte alle autorità militari per far fronte a necessità del momento. Dopo qualche mese della creazione dello stato d’urgente l’Assemblea l’Assemblea nazionale francese aveva assicurato che la questione algerina sarebbe stata difficile e si rendeva conto di dover diminuire i rapporti di forza fra il lato francese e i nazionalisti rivolti.

Quindi, ognuna di queste regione viene governata da un capo, anche i dirigenti del FLN hanno fondato il suo braccio armato ALN come una fronte armata il quale viene composto dai combattenti (moudjahidin), inquadrati (moussabilin) e volontari.

Nel 31 giugno 1955, viene fondato "Stato d’urgenza"8 dall’Assemblea nazionale francese per fare un colpo alla guerra algerina. A partire dell’opposizione francese la quale considerava l’Algeria come un territorio francese, gli algerini hanno fatto tensione più alta in particolare nel 1956 l’anno di cui la guerra di liberazione nazionale erauna guerra propria con la battaglia d’Algeri.

Dopo circa due anni di guerra il FLN ha deciso di fare il suo primo congresso nella zona della Sommama nell’agosto 1956, nel quale i dirigenti del FLN viene organizzato attraverso delle serie organi e metodi grazie alla fondazione di un governo e un’assemblea, anche il Comitato di Coordinamento di esecuzione. Nel 22 ottobre i cinque membri del FLN vegono arrestati dai francesi : Ben Bella, Khider, Ait Ahmed, Lacheref e Boudiaf.

A partire dell’Arrivo del generale De Gaull dopo la caduta della quarta repubblica il 04 giugno era la prima visita ad Algeri, diversi voci vedevano che questo uomo serabbe capace a trovare una soluzione per finire questa gerra.

3. L’interesse di Enrico Mattei alla causa dell’indipendenza algerina

3.1. Il ruolo di Enrico Mattei nella guerra d’indipendenza algerina

Enrico Mattei era un membro della Democrazia Cristiana, da giovane sembrava un uomo politico e rivoluzionario, piaceva la libertà, diffendeva sempre i poveri e le persone meno deboli, tutto questo ha contributo alla formazione personale ed essere una persona di grande personalità e non temeva mai.

Come abbiamo detto, Mattei ha potuto realizzare il suo sogno quello di fondare la sua propria azienda dopo tanti sacrifici e tanti incontri e negoziati nazioanali e dopo tutto questo, il presidente dell’ENI ha cominciato a muovere al lato internazionale in particolare i paesi produttori del petrolio. In primo luogo lui s‘interessava ai paesi sottocoloniali sia in Africa che in Asia, ha fatto anche dei contatti con la Russia, poi ha basato il suo interesse ai paesi del bacino sud del mediterraneo cosidetti paesi arabo-sahariani come Llibia, Tunisia, Marocco e Algeria. Quast’ultima, in quell’epoca, era sotto l’invasione della Francia nel quale erano i primi anni della proclamazione della guerra della liberazione nazionale algerina e a causa della sua formazione in cui era un uomo rivoluzionario e attraverso la Dimocrazia Cristiana, i suoi pensieri per la rivolta e l’eredità del risorgimento italiano, Mattei ha deciso di essere vicino al popolo algerino e ha dichiarato che l’Algerie dovrebbe aver la sua propria indipendenza e ha sempre parlato della causa algerina che stava soffrendo a causa delle tragedie d’ucciso dai fracesi contro il popolo algerino, cosi inizia la storia della relazione di Mattei con l’Algeria e il popolo algerino in cui sarà stato un protagonista piu importante alla storia della liberazione nazionale algerina e l’amico degli algerini.

Per quanto riguadra l’interesse di Mattei alla causa dell’indipendenza d’Algeria era nel 1958 dopo il ritorno del presidente dell’ENI da Pechino -con un grouppo della diplomazia italiana partecipata in un colloquio con i cinese- e a causa del maltempo, l’aereo doveva scendere a Siberia e allo stesso aereo era un gruppo dei dirigenti del GPRA composto da Benyoucef Benkhedda, Mahmoud Chérif et Saad Dahlab, quest’ultimo ha parlato con Mattei e poi gli ha presentato a Benyoucef Benkheda nel quale hanno parlato della situazione algerina e il problema dell’indipendenza che Mattei ha proposto il suo sotegno morale e finanziario agli algerini, dichiarando :"Di fronte a voi, affermo attualmente io appaio un guastatore. Ma potrei essere un partner, leale e efficace" 9

Dopo questo incontro, il contatto tra Mattei e il GPRA non è finito, al contrario iniziava ad aumentrare di piu, e l’interesse degli italiani alla causa dell’indipendenza algerina cresceva ed essere reale, possiamo aggiungere qualche esempio come l’ospitalità dei dirigenti del GPRA in Italia da Mattei o dalla diplomazia italiana, anche l’apertura di una sede per il partito politico algerino FLN a Roma. Rispetto tutto questo, e per ragionare quei fatti, possiamo dire che il sostegno sia da Mattei o dalla diplomazia italiana viene realizzato a causa che il presedente dell’ENI era un membro della DC ed era famoso come un rivoluzionario e un amante della libertà e diffendere sugli aspetti della rivoluzione, anche grazie alla sua gioventu che Mattei l aveva passato in modo difficile e conosceva bene cosa significa la sofferenza e la povertà. Un’altra ragione che l’Italia ha passato questa situazione dell’intervento straniero e la divisione del paesi in diversi piccoli Stati e la natura del popolo italiano in cui è famoso della resistenza e la rivoluzione, possiamo mettere anche l’eredità del Risorgimento italiano come un punto di riferimento del sostegno di Mattei senza dimenticare la questione di Trieste.

Dopo tanti incontri e discussioni con gli algerini e dopo le discussioni tra Mattei e il governo italiano che secondo Mattei, dovrebbe essere vicino agli algerini e aiutargli, il capo dell’ENI cercava di trovare una ragione per trovare una soluzione all’indipendenza d’Algeria che Mattei stesso sapeva bene la difficoltà a realizzare questa idea a partire da parte francese la quale non era pronta a lasciare l’Algeria e neanche parlare del tema dell’indipendenza, pero Mattei non mollava mai e non ha perso la speranza in cui verrà il giorno che l’Algeria sarà stata libera.

Alll’improvviso a un giorno in Polonia del novembre 1958 e precisamente a Versavia, Mattei ha incontrato l’ambasciatore francese Burin de Rosier, quest’ultimo conosceva bene l’Italia attraverso il suo lavoro come console a Milano. Quindi, quest’incontro era l’occasione per Mattei a parlare del suo progetto e della sua idea per l’indipendenza d’Algeria, infatti, in quell’incontro Mattei ha dichiarato all’ambasciatore francese il suo interesse al petolio algerino e alla causa dell’indipendenza del paese, e del Nord Africa in tutto ; Mattei disse : "Sarebbe venuto il girono in cui tale interesse si sarebbe manifestato in modo concreto"10

Dunque, Mattei ceracva a dare una proposta dell’indipendenza dei paesi della fonda su del mediterraneo perché lui sapeva bene l’importanza della stabilità e la pace del Mediterraneo e in particolare il lato economico. Quindi, Mattei attraverso i negoziati con l’ambasciatore francese ha basato su un punto molto importante e ha toccato la parte francese che la Francia bisognerebbe liberarsi dal dominio anglo-americano in cui quest’ultimo dominava il mercato mondiale del petrolio.

In realtà, possiamo dire che Mattei era un grande e intelligente politico e negoziante, da un lato ha dichiarato il suo interesso per l’indipendenza dell’Algeria, e dall’altro dovrebbe fare l’attenzione francese per accettare i suoi progetti. L’incontro di Versavia era molto importante e possiamo dire che era il punto della partenza per una lunga delle discussioni e dei negoziati per l’indipendenza del Nord Africa e in particolare l’Algeria, in primo luogo Mattei ha proposto un’alleanza mediterranea attraverso l’accordo francese-italiano-paesi del Nord Africa o come vengono chiamata da Mattei " paesi arabo-sahariani " per uno sfruttamento delle risorse del deserto.

Rispetto alla discussione tra Mattei e l’ambasciatore francese fare una cooperazione mediterranea in cui permette per l’Europa e in particolare l’Italia e la Francia di "conservare al Sahara senza l’onoresissimo e a lungo insostenibile impegno politico di tenere soggetta alla Francia l’Algeria"11

L’opinione di Mattei e per realizzare le sue strategie e le sue idee, in primo luogo cercava a trovare una soluzione e un accordo tra paesi arabo-sahariani e la Francia, cioè una partecipazione dello sfruttamento del Sahara attraverso la suddivisione delle quote. Per quanto riguarda della quota, infatti, Mattei ha proposto il cinquanta per cento ai paesi arabi e il cinquanta per cento tra l’Italia e la Francia, per quanto riguarda della quota da parte i due paesi europei : " 50 % paese arabo interessato, 50 % pool franco-italiano con quota ad esempio 20 % Italia- 30 % Francia per il sahara algerino e 30 % Italia - 20 % Francia per il sahara marocchino "12

3.2. La visione di Enrico Mattei per un futuro energetico tra l’Algeria e l’Italia

Enrico Mattei aveva una visione piu forte e piu lontana sia politicamente che economicamente, infatti il presidente dell’ENI voleva fare un’alleanza con i paesi del bacino mediterraneo a base dei paesi nordafricani in particolare quei paesi prodotti del poetrolio e precisamente l’Algeria. Quindi, l’Algeria aveva un agrande importanza per realizzare il sogno di Mattei, il quale voleva rompere l’equilibro del mecrato petrolifero internazionale dal dominio anglossassone.

Rispetto alla nostra picciola ricerca abbiamo osservato che Mattei voleva creare un’amicizia con il bacino sud del Mediterraneo e specialmente con l’Algeria, infatti, Mattei voleva fare amiciazia tra l’Italia e l’Algeria per fare una cooperazione energetica dopo l’indipendenza dell’Algeria, per cui il presidente dell’ENI rifiutava la proposta francese di investire nel Sahara algerino perco la risposta di Mattei era negativo, perché Mattei vedeva un’Algeria indipendente e le risorse sahariane vengono derise dai algerini stessi.

E vero che Mattei voleva creare una base energetica per l’Italia ma, Mattei ha fatto un grande ruolo per fare delle relazioni energetiche tra l’Italia e l’Algeria nel quale questi due paesi sembravano piu stretti e legati tra di loro, e hanno fatto delle relazioni piu lunghi in diversi settori, quindi Mattei da un lato ha fatto un futuro economico per l’Italia e da un lato ha aiutato gli algerini alla sua indipendenza, cosi possiamo considerarlo come il prenditore dell’Italia nel quale Mattei ha fatto una base economica per un futuro energetico dell’Italia per tanti anni e allo stesso modo è il primo amico della guerra algerina e dell’Algeria indipendenti.

Mattei voleva portare all’Italia delle nuove amicizie con i nuovi paesi attraverso la nuova politica estera italiana nel quale il governo italiano voleva fare delle riforme generale e riportare il posto dell’Italia nel mondo in particolare nel Mediterraneo a causa della situazione geografica e anche per riportare al suo paesi la sua potenza economica e politica, perché l’Italia del dopoguerra era auna paesi povero e la sua politica estera era disastrosa a causa del sistema politica fascista e l’alleanza con i nazzisti.

Mario Pirani in un intervento fatto con il quotidiano algerino El watan13, ha raccontato il ruolo di Mattei all’indipendenza d’Algeire e il suo sostegno nella guerra di liberazione nazionale algerina, infatti, Pirani era uno degli uomini del presidenti dell’ENI in Africa del Nord e di piu la Tunisia e l’Algeria. Quidni, Pirani ha parlato del suo incontro con il presidento del GPRA Benkhada- Enrico Mattei ha mandato Pirani per incontrare i membri del GPRA in Tunisia- per lo scopo di creare un futuro partner tra l’Italia e l’Algeria indipendente usando la diplomazia parallela dell’ENI, infatti, Mattei spiegava a Pirani l’importanza di contattare i rappresentanti del terzo mondo e di piu il nord Africa per fare una solida relazione con i nuovi governi all’indomani dell’indipenzenda.

Pirani parlava anche dell’invito da parte Mattei al rappresentante del GPRA a Roma Taib Boulahrouf presentandogli il suo interesse a fare delle relazioni e delle cooperazioni con il GPRA a partire della Tunisia- visto che Mattei non visitava mai l’Algeria da un lato non accettava a visitare l’Algeria colonializzata e dal altro lato è morto dopo l’indipendenza prima della sua visita all’Algeria- quindi Pirani parlava del suo incontro con Benkhedda e Krim Belkacem presentandogli il messaggio del presidente dell’ENI il quale era pronto a sostenere la ricoluzione algerina attraverso l’internazionalizzazione della questione algerina via la stampa dell’ENI il quotidiano del Giorno e la rivista il Gatto Selvatico.

Pirani aggiungeva le sua testimonianze e il suo incontro con Ben Bella e la proposta da parte Mattei per una cooperazione tra l’ENI e l’Algeria indipendente attraverso la creazione di una raffeneria, nonostante l’opposizione francese in quell’epocaMattei voleva fare un progetto il cosiddetto " gasdotto" attraverso il Marocco, Gibilterra, la Spagna, la Francia e arrivato in Italia, in questo senso Pirani parlava delle cooperazione tiangola franco-italo-algerina ma questo progetto-diceva Pirani-non viene realizzato a causa della morte di Mattei e anche la fondazione del grouppo ELF-una di quella famosa le Sette Sorelle- da parte De Gaulle il quale attraverso la Compagnia francese del petrolioha fatto collaborare con la Standard Oil of New Jersy con l’esclusione dell’ENI, senza dimenticare la proposta da parte Matei per la formazione dei tecnici algerini alla scuola tecnica petrolifera di San Donato a Milano.

Dunque, queste testimonianze vengono presentate da uno degli uomini piu importante della diplomazia dell’ENI di Mattei sia dal lato politica che economico grazie agli incontri e ai negoziati dal parte il giornalista italiano con i membri del FLN per l’indipendenza dell’Algeria e anche per un futuro economico, politico tra l’Italia e l’Algeria indipendente e l’importanza dell’Algeria per il futuro economico tra le due sponde del Mediterraneo e la creazione un ponte tra le due sponde mediterranee.

Conclusione

Per concludere possiamo dire che Enrico Mattei è l’amico della guerra di liberazione nazionale algerina, nel quale era un membro delle persone in cui hanno diffeso la causa dell’indipendenza algerina e che il popolo algerino ha il suo diritto a decidere il suo futuro e vivere in pace senza intervento straniero.

Per quanto riguardo il ruolo di Enrico Mattei nella guerra di liberazione nazionale e rispetto a questa piccolo ricerca osserviamo che Mattei era da parte della guerra di liberazione nazionale algerina sia dal lato morale sia dal lato finanziario, infatti, il presidente dell’ENI ha utilizzato la sua azienda come un punto di pressione per negoziare sulla causa dell’indipendenza algerina, in questo senzo ha utilizzato il lato finanziario attraverso l’ENI soprattutto il suo rifiuto ad invesitire nel Sahara algerino se l’Algeria non avrebbe avuto la sua indipendenza, anche la sua strategia seguita con i francese attraverso un’alleanza mediterranea per rompere il dominio petrolifero internazionale dai anglossassoni. Senza dimenticare il ruolo del lato comunicativo di Mattei e specialmente il quotidiano "Il Giorno" e la rivista "Il Gatto Selvatico", nel quale quest’ultimi vengono usate come punto di pressione per internazionare la causa dell’Algeria sia al Mediterraneo, sia in tutto il mondo.

Quanto all’impatto di questo sostegno a rinascere delle relazioni tra l’Italia e l’Algeria, possiamo dire che il sostegno di Mattei nella guerra di liberazione nazionale algerina, e all’indipendenza del popolo algerino ha fatto un grande ruolo nelle relazione tra questi due paesi in particolare dopo l’indipendenza nel quale abbiamo osservato che dopo l’indipendenza l’Italia era il paese piu legato all’Algeria nel quale hanno fatto dei contratti di cooperazione in diversi settori in particolare energetico, anche gli algerini rispettano molto l’Italia e gli italiani e si nasceva una relazione di fraternità tra i due paesi, come ha dichiarato l’ex ambasciatore inviato speciale di Mattei per gli affari petroliferi nel Maghreb in un intervista da Mario Pirani : "Il giorno dell’inaugurazione del gasdotto ci fu la manifestazione del governo algerino, ero nella tribuna stampa, vidi Ghozali, che allora era ministro. Lui mi vide e mi chiamo : "cosa fai là ? sei nostro fratello ! vieni qui" quando lo raggiunsi mi disse : "se avessimo fatto l’accordo che avremmo voluto fare con te dieci anni fa, sarebbe stato piu felice e in una situazione differente, ma resta qui ! sei uno di noi"14

Dunque, rispetto alla nostra ricerca la nostra ricerca siamo arrivati ai risultati seguenti :

  1. 1.Enrico Mattei viene considerato come il primo amico della guerra di liberazioni nazionale algerina, il quale era stato vicino ai algerini nella loro resistenza contro l’intervento francese favorendo all’indipendenza d’Algeria nonostante l’opposizione francese e la manaccia dell’OAS, in questo senso e rispetto all’articolo di Alessandro Aresu intitolato "Enrico Mattei martire d’Algeria" pubblicato alla rivista italiana Limes parlando di una lettera mandata dall’OAS a Mattei il 25 luglio 1961 : "L’ORGANISATION DE L’ARMEE SECRETE, di cui avrete senz’altro sentito parlare in Algeria, e di cui conoscete certamente i mezzi di uccidere le decisioni che vi riguardano (…) di considerare come ostaggi e condannati a morte il commendator Mattei e tutti i membri della sua famiglia ( moglie, figli eccetera). Questa decisione non sarà applicata che se, dopo questo avvertimento, il signor Mattei continuerà le sue attività nefaste per la Francia e i suoi alleati", infatti presidente dell’ENI aveva fatto un grande ruolo all’indipendenza algerina in cui lui era il punto di refirimento della diplomazia italiana per quanto riguarda della sua nuova politica nel Mediterraneo.

  2. La causa dell’indipendenza algerina aveva avuto un grande importanza per quello che riguarda del futuro energetico in particolare nel Mediterraneo grazie alla sua posizione geografica, nel quale secondo il suo punto di vsta, Mattei non poteva immaginare un futuro energetico fra i paesi mediterranei senza la presenza dell’Algeria per cui il presidente dell’ENI insisteva ogni volta che l’Algeria dovesse aver la sua indipendenza.

  3. Mattei voleva creare una cooperazione fra i paesi produttore del petrolio per rompere il dominio del mercato energetico internazionale da parte gli anglo-americani, questo punto, infatti era il punto di refirimento per cui Mattei poteva distinguere De Gaulle ad accettare i negoziati per l’indipendenza algerina.

  4. Mattei poteva rinascere le relazioni fra l’Italia e l’Algeria nel quale questi due paesi si sembravano piu legati dopo l’indipendenza e si nasceva delle cooperazioni economiche, culturale e politiche fra i governi d’Algeri e di Roma, in particolare nel settore energetico nel quale i due governi hanno fatto un contratto che riguarda del gasdotto per lo scopo di portare il gas algerino in Italia attraverso il marocco, la Spagna, la Francia, e altro attraverso la Tunisia fini in Sicilia.

Rispetto alle diverse ricerche che riguardavano l’impatto di Enrico Mattei sull’indipendenza d’Algeria e il suo ruolo alla guerra di liberazionale nazionale algerina tutto in cui Bruna Bagnato ha scritto un libro L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-1962), anche ha participato in un convegno organizzato ad Algeri 2011 dedicato alla storia dell’ENI e il sostegno straniero alla rivoluzione algerina : l’esempio italiano in cui la dottoressa ha parlato dell’Italia e la guerra d’Algeria : il governo, i partiti, le forze sociali e l’ENI di Mattei, infatti, in questo convegno viene presentato il ruolo del presidenti dell’ENI nella resistenze del popolo algerino e nell’indipendenza d’Algeria da altri partecipanti sia uomini politici, insegnanti universitari, ministri, tra i quali l’ex-ambasciatore italiano in Algeria Cantini, l’ex-direttrice dell’IIC ad Algeri Maria Battaglia, Ali Haroun ex-ministro per i diritti dell’uomo, Dahou Ould Kablia ex-collaboratore del ministro Abdelhafid Boussouf, Lucia Nardi responsabile iniziative culturali Eni-Roma, la testimonianza di Mario Pirani, Redha Malek e altri.

Per quanto riguarda della sua comunicazione, Giampaolo Cantini ha parlato su un punto importante della storia di due paesi in cui presentava il sostegno di Enrico Mattei alla causa algerina e la sua politica energetica per il futuro dell’Algeria, mentre il ministro dell’interno Dahou Ould Kablia raccontava l’incontro di Mattei con i capi della rivoluzione algerini fra i quali Farhat Abbas, Ahmed Francis, Mohamed Benyahia, M’hamed Yazid e Abelhafid Boussouf, infatti, quest’ultimo aveva capito la visione del presidente dell’ENI attraverso il suo sostegno ai paesi produttori del petrolio. Il Ministro aggiungeva anche il ruolo del presidente dell’ENI per la preparazione dei negoziati di Evian in merito al "dossiere" degli idrocarburi in particolare il punto che riguardava la sovranità totale dello Stato algerino su tutte le ricchezze minerarie del suolo e del sottosuolo che De Gaulle faceva l’impossibile per negarla.

1 Jurquet J, La revolution nationale algerienne et le partie comuniste français- Algerie : 1945-1954 : des elections à la lutte armée, P. 11, 12.

2 Maassoum A, La stampa italiana e la guerra di liberazione nazionale algerina (1954-1962), tesi dottorato, Università Annaba 2018/2019, p. 01. Vede

3 Mohamed Boudiaf parlava dell’origine di questo comitato il quale l’aveva legato all’incontro con Dekheli-visto che questo incontro vedeva la

4 Mohammed Boudiaf, Où va l’Algerie, Parigi, Edition Tafat, 1964, pp.69-70. Vede anche : Maassoum A,. La stampa italiana e la guerra di liberazione

5 Bagnato B, L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-1962), p. vede anche : Storat B, histoire de la guerre d’Algerie (1954-1962), P.

6 La Nation algérienne, 29 ottobre, in Esquer, op. cit., p 95.

7 Alistair Horne: Storia della guerra d’Algeria 1954-1962, cit., p.74. vedi anche la tesi dottorato : Maassoum A, La stampa italiana e la guerra di

8 Storat B, Histoire de la guerre d’Algerie (1954-1962), P. 15. Vede anche : C.R.Ageron, Histoire de l’Algérie contemporaine, Presses Universitaires

9 B. Bagnato. L’Italia e la guerra dell’Algeria (1954-1962). P.707

10 Bagnato B, L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-1962), p. 703.

11 Bagnato B, L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-962), P. 704.

12 Ibidem p. 705.

13 A cura di Benali N, Mario Pirani. Envoyé spécial de Mattei pour l’Algérie, « Mattei ne voulait pas du gaz d’une Algérie colonisée », El Watan

14 Ambasciata d’Italia, Istituto italiano di cultura. Enrico Mattei e l’Algeria durante la guerra della liberazione, Algeri, dicembre 2010. P.52. vede

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1 Jurquet J, La revolution nationale algerienne et le partie comuniste français- Algerie : 1945-1954 : des elections à la lutte armée, P. 11, 12.

2 Maassoum A, La stampa italiana e la guerra di liberazione nazionale algerina (1954-1962), tesi dottorato, Università Annaba 2018/2019, p. 01. Vede anche : A cura di Andrés Mandouze : La rivoluzione algerina nei suoi documenti, le posizioni teoriche i programmi, gli obiettivi.Einaudi, Torino, 1961, p.34.

3 Mohamed Boudiaf parlava dell’origine di questo comitato il quale l’aveva legato all’incontro con Dekheli-visto che questo incontro vedeva la partecipazione di Ben Boulaid, Ben M’hidi e Bitet-in cui questi protagonisti aveva fatto un accordo di dover lanciare un movimento di opinione dal basso per preservare l'unità del partito. (A cura di Boudiaf Nacer, Preparation du 1 er Novembre 1954 par Mohamed Boudiaf, mercredi 30 décembre 2009, El Djarida, N°15 nov-dec 1974. Vede : http://www.argotheme.com/organecyberpresse/spip.php? Article 484, il 26/09/2020 alle 22 :56.

4 Mohammed Boudiaf, Où va l’Algerie, Parigi, Edition Tafat, 1964, pp.69-70. Vede anche : Maassoum A,. La stampa italiana e la guerra di liberazione nazionale algerina (1954-1962). p. 22.

5 Bagnato B, L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-1962), p. vede anche : Storat B, histoire de la guerre d’Algerie (1954-1962), P.

6 La Nation algérienne, 29 ottobre, in Esquer, op. cit., p 95.

7 Alistair Horne: Storia della guerra d’Algeria 1954-1962, cit., p.74. vedi anche la tesi dottorato : Maassoum A, La stampa italiana e la guerra di liberazione nazionale algerina (1954-1962), p. 23.

8 Storat B, Histoire de la guerre d’Algerie (1954-1962), P. 15. Vede anche : C.R.Ageron, Histoire de l’Algérie contemporaine, Presses Universitaires, de France, Paris, 1962. P.107.

9 B. Bagnato. L’Italia e la guerra dell’Algeria (1954-1962). P.707

10 Bagnato B, L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-1962), p. 703.

11 Bagnato B, L’Italia e la guerra d’Algeria (1954-962), P. 704.

12 Ibidem p. 705.

13 A cura di Benali N, Mario Pirani. Envoyé spécial de Mattei pour l’Algérie, « Mattei ne voulait pas du gaz d’une Algérie colonisée », El Watan, marzo 2013, p. 5.

14 Ambasciata d’Italia, Istituto italiano di cultura. Enrico Mattei e l’Algeria durante la guerra della liberazione, Algeri, dicembre 2010. P.52. vede anche : A cura di Benali N, Mario Pirani. Envoyé spécial de Mattei pour l’Algérie, « Mattei ne voulait pas du gaz d’une Algérie colonisée », El Watan, marzo 2013, p. 5.

Kerkeb Omar

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