Testi di Italo Calvino nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera (LS)

نصوص إيتالو كالفينو في تعليم اللغة الإيطالية بوصفها لغةً أجنبية (LS)

Les textes d’Italo Calvino dans l’enseignement de l’italien comme langue étrangère (LE)

Italo Calvino’s Texts in Teaching Italian as a Foreign Language (IFL)

Merouane Addou et Maria Calpini

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Référence électronique

Merouane Addou et Maria Calpini, « Testi di Italo Calvino nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera (LS) », Aleph [En ligne],  | 2023, mis en ligne le 24 décembre 2025, consulté le 09 janvier 2026. URL : https://aleph.edinum.org/15596

L’incrocio delle discipline nella glottodidattica diventa il centro d’interesse di numerosi studiosi. Insegnare le lingue nel contesto straniero non passa inevitabilmente dall’interdisciplinarietà. L’insegnamento dell’italiano in Algeria non fa l’eccezione. Per sviluppare le diverse competenze in questo processo abbastanza complesso, l’insegnante ha il compito di scegliere la tipologia dei testi suggeriti a lezione. In questo contributo proviamo a indagare sull’efficacia dell’uso dei testi letterari in generale e quelli d’Italo Calvino in particolare nell’insegnamento dell’italiano nel contesto straniero.

يُصبح التقاطع بين التخصّصات في الغلوتوديداكتيكا (تعليم اللغات) محورَ اهتمامٍ لدى عددٍ متزايدٍ من الباحثين. غير أنّ تعليم اللغات في السياق الأجنبي لا يمرّ بالضرورة عبر البين-تخصّصية. وتعليمُ اللغة الإيطالية في الجزائر ليس استثناءً. ولتنمية مختلف الكفايات ضمن هذه العملية المعقّدة نسبياً، تقع على عاتق المعلّم مهمةُ اختيار نوعية النصوص المقترَحة في الدرس. في هذا المساهمة، نحاول استقصاءَ مدى فاعلية توظيف النصوص الأدبية عموماً، ونصوص إيتالو كالفينو على وجه الخصوص، في تعليم اللغة الإيطالية في السياق الأجنبي.

L’intersection des disciplines dans l’enseignement des langues devient le centre d’intérêt de nombreux chercheurs. Enseigner les langues dans un contexte étranger ne passe pas nécessairement par l’interdisciplinarité. Enseigner l’italien en Algérie ne fait pas exception. Pour développer les différentes compétences dans ce processus assez complexe, l’enseignant a pour tâche de choisir le type de textes proposés en classe. Dans cette contribution, nous essayons d’étudier l’efficacité de l’utilisation des textes littéraires en général et de ceux d’Italo Calvino en particulier dans l’enseignement de l’italien dans un contexte étranger.

The intersection of disciplines in language teaching becomes the focus of interest for numerous scholars. Teaching languages in a foreign context does not necessarily involve interdisciplinarity. Teaching Italian in Algeria is no exception. To develop the different skills in this quite complex process, the teacher has the task of choosing the type of texts suggested in class. In this contribution we try to investigate the effectiveness of the use of literary texts in general and those of Italo Calvino in particular in teaching Italian in a foreign context.

Premessa

Oggi, nella glottodidattica l’interesse per l’interdisciplinarietà è in crescita. Essa consente agli apprendenti di stabilire interconnessioni tra diverse discipline, per avere una conoscenza più globale e per migliorare il pensiero critico. Permette, inoltre, il perfezionamento della capacità di analisi grazie ai diversi approcci forniti dalle varie discipline. L’esperienza, che abbiamo acquisito insegnando l’italiano ad apprendenti stranieri, ci ha consentito di notare difficoltà nell’insegnare la letteratura e dell’uso dei testi letterari. È proprio da queste considerazioni preliminari che prende le mosse la ricerca. È nata dall’interesse personale per l’interdisciplinarietà e all’interconnessione dell’insegnamento della lingua e letteratura italiane. La proposta di testi letterari in generale e le opere d’Italo Calvino suscitano la nostra curiosità.

Da qui è sorta una miriade di interrogativi : è possibile insegnare la lingua usando testi letterari ? Quali sono le caratteristiche dei testi d’Italo Calvino ? I testi di Calvino possono essere didattizzati e suggeriti nel contesto straniero dell’insegnamento dell’italiano ?

Per rispondere a questa nostra preoccupazione, proponiamo alcune ipotesi :

  • I testi d’Italo Calvino potrebbero essere didattizzati e suggeriti nell’insegnamento dell’italiano a studenti stranieri in virtù della loro leggerezza.

  • I testi calviniani carichi di aspetti socioculturali sono difficili da assimilare da parte dei discenti stranieri.

Ricordiamo che gli obiettivi principali sono :

  • Presentare una biografia concisa dell’autore Italo Calvino.

  • Mettere in rilievo le caratteristiche delle opere e dello stile dell’autore.

  • Individuare le difficoltà incontrate nella didattizzazione e nell’uso dei testi calviniani.

  • Suggerire idee per un uso proficuo dei testi calviniani nell’insegnamento dell’italiano nel contesto straniero.

1. Inquadramento : autore e opere

1.1. Chi è Italo Calvino ?

Italo Calvino è uno dei maggiori scrittori del secondo Novecento. Di certo fu il più famoso : conosciuto e tradotto in tutto il mondo. « Sono ligure, mia madre è sarda : ho la laconicità di molti liguri e il mutismo dei sardi, sono l’incrocio di due razze taciturne. » (I. Calvino : l’occhio e il silenzio intervista, 1983). Nasce a Cuba nel 1923 da genitori italiani e lo chiamano Italo perché volevano che da adulto si ricordasse del suo paese di origine. Credevano che non sarebbero tornati in Italia (cosa che avverrà nel 1925).

Due anni dopo torna con la famiglia in Italia, a Sanremo, dove compirà parte dei suoi studi. Nel 1941 si iscrive alla facoltà di Agraria dell’università di Torino, dove assume una posizione nettamente antifascista. Il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno, sarà pubblicato nel 1947 ; nel 1949 è la volta della raccolta di racconti Ultimo viene il corvo.

Nel corso degli anni Cinquanta, Calvino abbandona il Partito comunista italiano, cui si era iscritto nel 1945, e scrive la trilogia di romanzi intitolata I nostri antenati, che comprende Il visconte dimezzato, Il barone rampante e Il cavaliere inesistente. Alla fine degli anni Sessanta si stabilisce a Parigi, dove resterà fino al 1973 ; rientrato successivamente in Italia, inizia a collaborare con importanti quotidiani. Il suo ultimo romanzo, Se una notte d’inverno un viaggiatore, viene pubblicato nel 1979, e nel 1985 lo scrittore muore a Siena.

1.2. Opere di Calvino

In letteratura, il neorealismo matura intorno agli anni Trenta e si afferma soprattutto nel secondo dopoguerra. Gli scrittori neorealisti si concentrano sulla quotidianità del mondo popolare ed esprimono un ideale che è implicitamente democratico e, perciò, antifascista. Come molti altri scrittori della sua generazione, anche Italo Calvino esordisce come autore neorealista, raccontando l’esperienza della Resistenza.

Tra le opere calviniane di questo periodo :

  • Il sentiero dei nidi di ragno, pubblicato nel 1947, è il romanzo di esordio di Calvino. È la storia di un bambino coinvolto da adulti nel furto della pistola a un nazista ; per questo viene arrestato e poi liberato da un partigiano. In seguito entrerà in una banda di partigiani, vivendo da vicino la guerra.

  • Ultimo viene il corvo, del 1949, è una raccolta di racconti già pubblicati in rivista a partire dal 1946. Il tema centrale è ancora la guerra e la Resistenza.

1.2.1. Letteratura fantastica

Nella trilogia I Nostri Antenati, Italo Calvino, negli anni Cinquanta, compie una svolta verso la letteratura fantastica. Si tratta di una mescolanza tra elementi fantastici e ambientazione storica. I romanzi che compongono la trilogia sono :

  • Il visconte dimezzato

Il visconte dimezzato, uscì presso l’editore Einaudi di Torino nel febbraio del 1952. Più di trent’anni dopo, a uno studente che lo interrogava su questo libro, Calvino rispose con le parole che vengono qui riprodotte :

“Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso, e possibilmente per divertire gli altri ; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due, dell’uomo dimezzato fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo : tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra. Per fare questo ho cercato di mettere su una storia che stesse in piedi, che avesse una simmetria, un ritmo nello stesso tempo da racconto di avventura ma anche quasi da balletto. Il modo per differenziare le due metà mi è sembrato che quella di farne una cattiva e l’altra buona fosse quella che creasse il massimo contrasto. Era tutta una costruzione narrativa basata sui contrasti. Quindi la storia si basa su una serie di effetti di sorpresa : che, al posto del visconte intero, ritorni al paese un visconte a metà che è molto crudele, mi è parso che creasse il massimo di effetto di sorpresa ; che poi, a un certo punto, si scoprisse invece un visconte assolutamente buono al posto di quello cattivo creava un altro effetto di sorpresa ; che queste due metà fossero egualmente insopportabili, la buona e la cattiva, era un effetto comico e nello stesso tempo anche significativo, perché alle volte i buoni, le persone troppo programmaticamente buone e piene di buoni intenzioni sono dei terribili scocciatori. L’importante in una cosa del genere è fare una storia che funzioni proprio come tecnica narrativa, come presa sul lettore. Nello stesso tempo, io sono sempre anche molto attento ai significati : bado a che una storia non finisca per essere interpretata in modo contrario a come la penso io ; quindi anche i significati sono molto importanti, però in un racconto come questo l’aspetto di funzionalità narrativa e, diciamolo, di divertimento, è molto importante.”

  • Il barone rampante

Il barone rampante, è il secondo romanzo della trilogia I nostri antenati, e viene pubblicato nel 1957 dalla casa editrice Einaudi. È considerato di genere storico visto che parla della rivoluzione francese e di Napoleone Bonaparte ma anche di avventura perché l’autore, in ogni episodio, racconta un’avventura del protagonista. Il protagonista, Cosimo Piovasco, all’età di dodici anni, si arrampica su un albero del giardino di casa per starci per il resto della vita, in seguito ad un litigio con i genitori. Il suo atteggiamento non era solo un capriccio ma proprio una nuova dimensione quotidiana spostandosi solo attraverso boschi e foreste e sugli alberi. Diventa man mano conosciuto da tutti gli abitanti della sua città. Il protagonista conosce Viola, una ragazzina di cui si innamora, una relazione che non perdura e presto interrotta da malintesi e gelosie.

Lo stile di vita particolare di Cosimo non gli impedisce di stringere amicizia con il cane Ottimo Massimo, conoscere i suoi coetanei, studiare filosofia, sventare un attacco dei pirati arabi, organizzare gli abitanti in gruppi contro gli incendi boschivi.

Alla conclusione del romanzo, il protagonista rispetta la sua promessa e non scende a terra, nonostante la vecchiaia e la dura vita sugli alberi. Il registro è medio, molto semplice ma non abbastanza da essere definito informale. La sintassi è semplice e articolata. Il lessico è specialistico, raffinato e colloquiale. Si nota la presenza di figure retoriche e l’uso dell’ironia.

  • Il cavaliere inesistente

Il cavaliere inesistente è il terzo romanzo della trilogia de I nostri antenati, e viene pubblicato da Einaudi nel 1959. Il libro presenta la riflessione di Calvino sul mancato rapporto tra la realtà e l’uomo contemporaneo. Le vicende si ambientano a Parigi e si spostano poi negli accampamenti dei cristiani durante la guerra contro i mori, poi in Inghilterra e in Marocco per tornare infine in Francia. Si tratta di Agilulfo e Gurdulù, due personaggi antitetici nell’epoca delle crociate contro gli infedeli. Il primo è un cavaliere dall’armatura vuota che esiste solo attraverso la coscienza e la forza di volontà, cioè privo d’individualità fisica. Il secondo, invece, esiste ma privo d’individualità di coscienza. Rambaldo, un altro protagonista, vuole uccidere l’argalif pagano Isoarre, che ha assassinato suo padre, per vendicarsi. Il racconto mette in evidenza un protagonista in ogni fase della narrazione e non presenta un definito personaggio principale. il linguaggio è abbastanza semplice e privo di figure retoriche.

L’autore, grande conoscitore delle epoche storiche, appare ironico e si rivolge a un pubblico giovane con intenti didattici ma divertenti. Al filone della letteratura fantastica si possono riportare anche i racconti pubblicati in Le Cosmicomiche (1965) e Ti con zero (1967). Intanto Italo Calvino aveva lavorato anche alla raccolta e all’edizione delle Fiabe Italiane, che uscirono nel 1956 ottenendo un buon successo e consolidando l’idea di un Calvino favolista.

Tuttavia non bisogna scordare che negli stessi anni Calvino milita nel Partito Comunista, scrivendo molti articoli impegnati e pubblica anche opere in cui descrive l’Italia del dopoguerra e del boom economico, tra cui ricordiamo :

1.2.2. Cronache degli anni Cinquanta e scrittura dell’impegno

Tuttavia, la svolta verso il fantastico non annulla la dimensione civile della scrittura calviniana. Negli stessi anni, Calvino continua a interrogare l’Italia del dopoguerra e del boom economico, osservando da vicino le trasformazioni del paesaggio urbano, le nuove forme di alienazione e il disagio dell’intellettuale di fronte a una modernizzazione spesso opaca. Accanto all’invenzione allegorica, prende così forma una prosa più “cronachistica”, concentrata su situazioni concrete e su dilemmi morali legati alla vita collettiva.

Tra i testi più rappresentativi di questo filone si ricordano :

  • La speculazione edilizia (1957 ; poi in volume nel 1963) : testo centrato sulla metamorfosi del territorio e sulle logiche della rendita e della speculazione ; la crescita urbana è presentata come processo ambiguo, in cui interessi economici e compromessi personali ridisegnano il rapporto fra individuo e comunità.

  • La nuvola di smog (1958) : racconto lungo in cui l’inquinamento diventa figura dell’opacità sociale ; il protagonista, un intellettuale senza nome, arriva in una città soffocata dallo smog per lavorare come redattore nella rivista “La Purificazione”, e sperimenta una quotidianità segnata da disincanto e disorientamento.

  • La giornata di uno scrutatore (scritto nel 1953 ; pubblicato nel 1963) : romanzo breve che ricostruisce un episodio della vita politico-civile degli anni Cinquanta ; la funzione dello “scrutatore” diventa occasione per riflettere sulla responsabilità individuale, sulle istituzioni e sul rapporto fra coscienza morale e storia collettiva.

2. Caratteristiche della scrittura di Calvino

Due aspetti della scrittura di Italo Calvino meritano di essere citati come elementi essenziali e caratteristici della sua opera : la « leggerezza » e lo « zig-zag ». Come lui stesso spiega nelle Lezioni americane :

« Esiste una leggerezza della pensosità, così come tutti sappiamo che esiste […] una leggerezza della frivolezza : anzi, la leggerezza pensosa può far apparire la frivolezza come pesante e opaca. »

Questo aspetto è quello che, a mio avviso, più di tutti si presta all’utilizzo dei suoi testi nell’insegnamento dell’italiano come lingua straniera, lasciando alla libera interpretazione del discente la possibilità di cogliere significati profondi in frasi apparentemente semplici.

Lo zig-zag come Calvino spiega sempre in Lezioni americane è « la serie di segmenti rettilinei che mi portino fuori dal labirinto nel più breve tempo possibile » in alternativa alla linearità che lui preferirebbe. Secondo France sca Pierantozzi : « « Zig- zag » non è un termine comune nella lingua letteraria italiana ma ricorre con regolarità in tutta l’opera di Italo Calvino, nei libri di narrativa e in quelli di saggistica, negli articoli, nelle produzioni giovanili, in quelle della maturità. » Nello specifico campo della glottodidattica, tale caratteristica sembrerebbe difficilmente utilizzabile se non controindicata, ma permette invece di rendere il racconto più avvincente, anche per un lettore inesperto, sviluppare il lessico e rapportarsi al reale in maniera critica.

3. Indagine didattica : metodologia, analisi e riscontri

3.1. Impianto metodologico e raccolta dei dati

Questa indagine, di taglio esplorativo e non esaustivo, si basa su contatti con insegnanti di italiano L2/LS operanti in Francia, in Italia e in altri contesti. La raccolta dei dati è avvenuta tramite un breve questionario e scambi via e‑mail. Le risposte sono state lette e organizzate per temi ricorrenti (testi scelti, livelli, attività proposte, impressioni generali).

Le domande principali erano :

  • Quali testi di Calvino avete utilizzato ?

  • Per quali livelli ?

  • Con quali attività didattiche ?

  • Qual è la vostra impressione generale ?

3.2. Analisi sintetica delle risposte

Per quanto riguarda i testi utilizzati, emerge una panoramica ampia : dalla narrativa fantastica ai racconti brevi, fino a brani estratti da romanzi e saggi. I livelli degli apprendenti vanno in genere da A2 a C1 nei contesti LS ; inoltre risulta che Calvino è impiegato con frequenza anche in contesti L2 in Italia.

Le attività proposte sono varie : alcuni insegnanti utilizzano i testi come spunto per esercizi di grammatica ; altri privilegiano attività di espressione scritta e riscrittura ; altri ancora li propongono con l’obiettivo principale di far conoscere l’autore e di avviare una lettura guidata. L’impressione generale restituita dai docenti è di apprezzamento e curiosità : in più casi gli apprendenti hanno chiesto di approfondire ulteriormente l’opera calviniana.

3.3. Esempi ricorrenti di testi e attività

Tra i testi più utilizzati, soprattutto ai livelli A2–B1, compaiono i racconti di Marcovaldo : il registro fiabesco facilita la comprensione, lasciando spazio a letture più profonde. Le attività vanno dalla comprensione del testo alla grammatica, fino a riscritture “in stile”.

Molto citato risulta anche Se una notte d’inverno un viaggiatore (pp. 3–4), impiegato sia per il lavoro sull’imperativo sia per attività di produzione : ad esempio, la richiesta agli studenti di stilare un elenco di consigli per leggere e rilassarsi con un titolo del tipo Se un pomeriggio di primavera uno studente…

Ne Il barone rampante appare particolarmente efficace la trasposizione letteraria di temi educativi (per esempio la ribellione), spendibile nella scuola secondaria attraverso l’espressione scritta : consente di affrontare questioni attuali senza coinvolgere direttamente la sfera personale degli apprendenti.

Ne Gli amori difficili viene spesso valorizzata la difficoltà di comunicazione nei rapporti umani sullo sfondo della condizione operaia negli anni ’60/’70 : si tratta di un testo indicato soprattutto per livelli avanzati.

Il tema della guerra è affrontato soprattutto attraverso Il sentiero dei nidi di ragno e Ultimo viene il corvo. L’umanizzazione della Resistenza attraverso gli occhi di personaggi come Pin o il « ragazzotto con la faccia a mela » mette in primo piano la questione dell’inutilità della guerra.

“La soluzione per trovare un distacco rispetto alla resa dei conti con l’esperienza partigiana fu, come si è detto, quella di non narrare la storia in prima persona, ma di guardare la Resistenza dal punto di vista di un ragazzino, Pin, un narratore disagiato e immaturo il cui ruolo marginale nella guerra partigiana era per Calvino il punto di vista privilegiato.”

Un altro tema attuale è quello dell’inquinamento, affrontato con La nuvola di smog e, nelle Città invisibili, attraverso la città di Leonia. Oltre alla critica della sovrapproduzione e del consumismo, interessano anche la perdita di senso del progresso tecnico e la disillusione rispetto all’orizzonte della rivoluzione comunista.

Le città invisibili offrono inoltre numerosi spunti (città ideale, viaggio). I dialoghi fra Marco Polo e il Khan sono stati usati come base per riflessioni sul senso del viaggio con apprendenti avanzati ; la selezione di alcuni capitoli dedicati alle città è stata proposta con successo anche ai livelli A2–B1.

“Il microcosmo di Calvino coniuga diversi archetipi della letteratura. Le città diventano luoghi in cui si confrontano personaggi diversi per valori, ideologie, connotazioni sociali… Al lettore è lasciato un ruolo importante : di immedesimazione, di progettualità, di sogno onirico e di viaggio nella memoria. (…)”

3.4. Principali risultati ottenuti

Calvino risulta un autore estremamente versatile, può essere spunto per attività di tipo diverso dal punto di vista grammaticale, comunicativo, storico e di analisi sociologica. Anche per i livelli intermedi sono interessanti attività di vocabolario sulla città (Le città invisibili) sugli alberi (Il Barone rampante) e giochi di ruolo e drammatizzazione con Marcovaldo. Come sottolineato più volte, tutto dipende dal livello degli apprendenti e dagli obiettivi dell’insegnamento.

Conclusioni

La risposta più significativa emersa dall’indagine è che, indubbiamente, nonostante le difficoltà lessicali e la complessità di alcuni costrutti, i testi di Calvino colpiscono spesso positivamente gli apprendenti, i quali, non di rado, faticano essi stessi a spiegare le ragioni di tale coinvolgimento. Ne consegue che le opere calviniane possono essere utilizzate con profitto come strumento per l’insegnamento dell’italiano a stranieri, a condizione di una mediazione didattica attenta e coerente con i livelli e con gli obiettivi linguistici. In questa prospettiva, risultano particolarmente utili gli spunti proposti da Ioanna Tyrou in Insegnare la letteratura. Approcci didattici e digitali delle opere di Italo Calvino nell’aula di lingua straniera (European Journal of Literature, Language and Linguistics Studies, 2023), come l’autrice stessa precisa :

“Attraverso azioni e approcci alternativi con i testi, si incoraggia l’iniziativa e il processo decisionale, si offre l’opportunità di riflessione, di feedback, di apprendimento autentico e differenziato, di attività esperienziali. Gli esercizi trasversali, utili da sviluppare, si basano sulla logica secondo cui la conoscenza può essere ricercata ovunque e invitano gli studenti a raccoglierla su propri percorsi di ricerca personali ed a sintetizzarla creativamente. Un altro parametro importante nell’approccio moderno all’insegnamento delle lingue è l’uso della multimodalità. Le rappresentazioni linguistiche del mondo durante l’insegnamento non sono comprese nella stessa misura da tutti gli studenti. Pertanto, si ritiene opportuno arricchirli con una varietà di modalità semiotiche : il discorso parlato e scritto, l’immagine in movimento, la musica, il suono, l’immagine, la fotografia, il disegno, l’impaginazione, il colore, il font, il ritmo e i gesti.(...)” (Tyrou, 2023).

Concludiamo con un consiglio pratico che molti insegnanti di lingua italiana applicano — o imparano ad applicare attraverso l’esperienza — : scegliere con cura i testi in funzione del livello degli apprendenti. Anche i racconti fiabeschi, che per definizione appaiono più semplici a una prima lettura, possono contenere riferimenti sociolinguistici di difficile interpretazione. Raccomandiamo tuttavia l’uso di Calvino nell’insegnamento dell’italiano per la sua ampia versatilità e per l’immenso talento dell’autore.

Calvino, I. (1987). Intervista con gli studenti di Pesaro (11 maggio 1983). In Il gusto dei contemporanei (Quaderno n. 3, p. 9).

Istituto della Enciclopedia Italiana. (n.d.). Calvino, Italo. In Enciclopedia dei ragazzi. Treccani. https://www.treccani.it/enciclopedia/italo-calvino_ %28Enciclopedia-dei-ragazzi %29/

Lando, M. (2017). Le reminiscenze letterarie in Le città invisibili di Italo Calvino. Nuova Corvina, (30), 29–38. https://real-j.mtak.hu/20192/1/Nuova_Corvina_2017_30.pdf

Lunardi, S. (2018, April 14). Gli “Antenati” di Italo Calvino : Spunti per una pedagogia dell’immaginazione (prima parte). Radici Digitali. https://radicidigitali.eu/2018/04/14/gli-antenati-di-italo-calvino-spunti-per-una-pedagogia-dellimmaginazione-prima-parte/

Pierantozzi, F. (2015). Lo zig-zag di Italo Calvino : Un sesto senso per capire il presente (Mémoire de master 1). Université Sorbonne Nouvelle—Paris 3. https://www.academia.edu/17713115/Lo_zigzag_di_Italo_Calvino_un_sesto_senso_per_capire_il_presente

Tyrou, I. (2023). Insegnare la letteratura. Approcci didattici e digitali delle opere di Italo Calvino nell’aula di lingua straniera. European Journal of Literature, Language and Linguistics Studies, 7(3), 33–52.

Tornabuoni, L. (1983, 25 novembre). Calvino, l’occhio e il silenzio. Intervista con lo scrittore sul suo nuovo libro Palomar. La Stampa*, 117(279), 3.

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